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Maratea - (Basilicata)

La Basilicata vista dal mare: Maratea

 

 

Gaetano Capelli così la descrive: “Il tratto di costa da Acquafredda di Maratea a Castrocucco è uno dei dieci, facciamo trenta, più bei posti al mondo”. 

Incuneati tra Calabria e Campania, i 32 km di costa del territorio di Maratea, caratterizzati da un susseguirsi infinito di suggestive calette, grotte incontaminate, isolotti, aspri scogli e spiagge pittoresche, offrono scenari tra i più spettacolari dell'intera Penisola italiana. Paradiso per i pescatori subacquei e i tuffatori, base ideale per le escursioni in montagna, quest'angolo del golfo di Policastro colpisce per i suoi forti contrasti e i paesaggi indimenticabili. Il verde dei monti imponenti a ridosso della costa rendono Maratea una meta irrinunciabile per gli appassionati di mare e natura. A regalare sensazioni indimenticabili sono i panorami che hanno incantato i visitatori di ogni tempo: ripide ed aspre falesie protese verso il tramonto, spiagge incantevoli un tempo rifugio dei pescatori, dolci promontori ricoperti da una lussureggiante vegetazione che quasi lambisce le acque del mare, magiche cale frequentate dal martin pescatore e dall'airone cinerino, innumerevoli grotte carsiche, spesso invase dal mare, un tempo nascondiglio dei pirati saraceni ed oggi luogo di affascinanti esplorazioni. La storia di Maratea, ricca e complessa, ha lasciato numerose testimonianze religiose, artistiche e architettoniche, spesso concentrate nello spazio di poche decine di metri, che non possono non affascinare anche il visitatore più distratto.

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 Chi percorre la strada costiera, per affrontare poi la salita che reca a Maratea, rimane incantato dalla vista dell'immensa Statua del Redentore, seconda per dimensioni soltanto a quella di Rio de Janeiro, che veglia sulle terre circostanti dall'alto (644m) del Monte San Biagio sin dal 1965. Ne fece dono alla cittadinanza di Maratea il Conte Stefano Rivetti di Valcervo. La scultura è alta 22 metri, mentre l'apertura delle braccia ne misura diciannove. Il viso, largo tre metri, è rivolto verso l'entroterra, quasi a voler proteggere l'intera regione. Al di là della bellezza del paesaggio, la cima di Monte San Biagio ha sempre esercitato un fortissimo richiamo religioso. Gli studiosi più avveduti concordano sul fatto che essa fu anticamente sede di vari cenobi di monaci basiliani, mentre gli anfratti naturali che si aprono sulle pendici della montagna, fra cui la quasi inaccessibile Grotta di San Michele Arcangelo, hanno dato asilo ad asceti ed eremiti fino all'inizio del secolo scorso. Al di sotto della Statua, aggrappati ad un fianco del monte e incastonati in una natura selvatica, i ruderi dell'antico borgo del Castello creano ambienti architettonici intensamente evocativi. Sulla vetta si trova anche la Basilica di San Biagio, realizzata tra il VI-VII secolo d.C. e poi ampliata a più riprese, nella quale sono conservate numerose opere d'arte. Nella Regia Cappella (XVII secolo) sono custodite le Sacre Reliquie di San Biagio, l'affresco della "Madonna del Melograno" (XV secolo), i bassorilievi in marmo dell'Annunciazione (XVII secolo) e della “Madonna della Sapienza" (XVIII secolo). Nei pressi è situata la Chiesetta della Madonna degli Ulivi, un antico romitorio basiliano, con affreschi del XIV-XV secolo. 

Quanto è stato accennato costituisce solo parte di un patrimonio artistico molto ampio: ben 44 sono le Chiese che costellano il territorio di Maratea.

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